Iglesias: le tracce della Belle Époque

Iglesias: le tracce della Belle Époque

Mentre camminiamo nel centro storico di Iglesias attraversiamo sette secoli di storia nello spazio di poche centinaia di metri. Accanto alle mura pisane medioevali e ai portali gotici di epoca aragonese, basta alzare gli occhi per scoprire un’altra città: quella della Belle Époque di Iglesias.

Facciate Liberty decorate da ferri battuti, motivi floreali e grandi finestre in stile bovindo raccontano ancora oggi il volto elegante che Iglesias assunse tra la fine dell’ottocento e i primi del Novecento.

La Belle Époque, qui, non fu soltanto un periodo storico. Fu un modo nuovo di vivere la città. Le prime lampade a gas illuminavano le strade, i caffè si riempivano di professionisti e tecnici arrivati da tutta Europa e l’arrivo dell’elettricità sembrava promettere un futuro moderno e luminoso.

Dettaglio delle facciate in stile Belle Époque a Iglesias.
Dettaglio dei balconi in ferro battuto delle facciate Liberty in Piazza Municipio. Foto di Stephanie Albert via Pixabay.

Iglesias nella Belle Époque: cosmopolitismo, stile Liberty e miniere

La Belle Époque fu un’era di pace, ottimismo e progresso tecnologico che ha rivoluzionato l’Europa tra la fine dell’Ottocento ed il 1914. Per Comprendere la Belle Époque di Iglesias bisogna partire dalle miniere. A quel tempo i minerali estratti nell’Iglesiente venivano esortati verso città come Londra, Marsiglia e Amburgo. Le concessioni erano gestite anche da grandi società straniere, che portarono nel territorio tecnici, ingegneri e amministratori provenienti da diversi Paesi europei.

Con loro arrivarono nuovi gusti architettonici e abitudini tipiche della borghesia urbana europea. Lo stile Liberty iniziò così a comparire nelle facciate dei palazzi cittadini, insieme a caffè eleganti, teatri e circoli frequentati dalla classe dirigente mineraria.

Facciate colorate dei palazzi storici lungo Corso Matteotti nel centro di Iglesias
I palazzi colorati del centro storico di Iglesias. Foto via Wikimedia Commons (Licenza CC BY-SA).

Iglesias diventò una città sorprendentemente cosmopolita per l’epoca. E forse è proprio questa doppia anima, sarda e interazionale insieme, a renderla ancora oggi diversa da molti centri dell’isola.

Luci e ombre della città mineraria

La vita borghese seguiva ritmi eleganti e moderni. Passeggiate serali, incontri nei caffè e spettacoli teatrali animavano il centro cittadino. Luoghi come il Teatro Electra e l’Albergo Ristorante Leon d’Oro erano il cuore della vita mondana della Belle Époque iglesiente.

Ma Iglesias non era soltanto questo.

Poco distante dal centro storico iniziava il mondo delle miniere, fatto di turni massacranti e condizioni di lavoro molto dure. Migliaia di operai trascorrevano le giornate nel sottosuolo, esposti quotidianamente a rischi di incidenti.

Nel 1904 queste tensioni sfociarono nei fatti di Buggerru, episodio legato al primo sciopero generale nazionale.

Cosa vedere oggi della Belle Époque a Iglesias

Le tracce della Belle Époque sono ancora visibili nel centro storico di Iglesias. In Piazza Sella si trova il monumento bronzeo dedicato a Quintino Sella, realizzato dallo scultore Giuseppe Sartorio all’inizio del Novecento.

Lungo corso Matteotti e Via Lamarmora sopravvivono alcune delle più interessanti facciate Liberty della città. Tra queste spicca la Palazzina Lamarmora, l’edificio dell’ex Offelleria Svizzera, dove è ancora conservato un affresco pubblicitario del 1904, probabilmente il più antico della Sardegna.

Veduta di Piazza Municipio a Iglesias, cuore della vita mondana della Belle Époque.
Piazza Municipio oggi, un tempo nota come Piazza Cattedrale, dove l’eleganza della Belle Époque incontra la storia medievale della città. Foto di Designer-Gs via Pixabay.

In via Roma, l’ex Istituto Tecnico Minerario Giorgio Asproni ospita oggi il Museo dell’Arte Mineraria, con gallerie sotterranee aperte al pubblico.

Anche il Cimitero Monumentale di Valverde conserva il ricordo di quegli anni attraverso le sculture in marmo bianco di Giuseppe Sartorio, dedicate alle famiglie della borghesia mineraria iglesiente.

Iglesias vale una visita tutto l’anno, ma è in autunno e in inverno che il centro storico ci regala la luce giusta per apprezzare ogni dettaglio delle sue facciate Liberty. Ad occhi attenti che sapranno soffermarsi sui dettagli la Belle Époque di Iglesias dimostrerà di non essere un capitolo chiuso, ma una storia che ancora vive tra le sue pietre, una bellezza inconsapevole in attesa di essere scoperta.

Immagine in evidenza: Piazza Lamarmora a Iglesias. Foto di Sergio Melis (Licenza CC BY-NC-SA via SardegnaTurismo).

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