In piazza Collegio, a Iglesias, la chiesa della Vergine Purissima si riconosce per il profilo curvo della facciata e per il portale incorniciato da elementi rossastri. Il nome “chiesa del Collegio” ricorda il legame con la Compagnia di Gesù. Purissima, Immacolata Concezione e Collegio rimandano quindi allo stesso edificio: saperlo evita di cercare tre monumenti diversi sulle mappe o nelle guide del centro storico.
Per localizzarla puoi aprire la scheda della chiesa della Vergine Purissima. La piazza consente di osservare il prospetto nel suo insieme; l’interno richiede invece un’apertura effettiva e compatibile con le funzioni religiose. Anche dall’esterno è possibile iniziare una lettura dell’edificio, seguendo il rapporto fra ingresso, finestra e coronamento.
Una chiesa collegata alla presenza dei Gesuiti
Iglesias Turismo colloca l’arrivo dei Gesuiti in città nel 1578 e ricorda la consacrazione della chiesa nel 1728, durante la visita dell’arcivescovo Falletti. Non sono due date equivalenti: la presenza dell’ordine precede il completamento di un edificio formatosi attraverso una vicenda lunga. Il nome del collegio rende visibile una funzione più ampia del solo spazio destinato alle celebrazioni.

La scheda regionale documenta diversi progetti e distingue le prime proposte dalla soluzione corrispondente alla pianta attuale. È un avvertimento utile quando si guarda un disegno storico: ciò che un architetto immaginava non coincide necessariamente con ciò che fu costruito. Per leggere la chiesa conviene partire dalle forme riconoscibili e usare le date per distinguere fasi e trasformazioni, senza attribuire ogni dettaglio a un unico momento.
Seguire la facciata dal basso verso l’alto
Il portale, la finestra soprastante e la parte curva della sommità costruiscono un asse verticale facilmente riconoscibile. I campi chiari della parete contrastano con gli elementi lapidei rossastri che disegnano l’ingresso. Osserva prima questa struttura generale, poi avvicinati ai dettagli: la facciata non richiede una decorazione fittissima per guidare lo sguardo verso il centro.
Il timpano sopra la porta è interrotto nella parte centrale, dove si trova l’area degli stemmi. Idese identifica qui il richiamo gesuitico e quello del padre Salvador Serra, fondatore del collegio. Senza forzare la lettura dei particolari consumati, si può cogliere la loro funzione: il portale comunica anche un’appartenenza istituzionale. La fotografia ravvicinata aiuta a distinguere cornici e profili rispetto alla veduta dell’intera piazza.
Navata, cappelle e presbiterio
All’interno un’unica ampia navata è affiancata da tre cappelle per lato e termina nel presbiterio quadrangolare. Le cappelle e il presbiterio sono rialzati rispetto all’aula. La differenza di quota non è un particolare secondario: separa gli spazi senza interrompere del tutto la continuità visiva. Dall’ingresso, gli archi laterali e la copertura accompagnano lo sguardo verso l’altare.
Per orientarti, osserva prima l’aula senza cercare subito i nomi delle singole opere. Poi confronta un’apertura laterale con quella di fronte e individua i passaggi fra pareti, archi e volte. Questo piccolo esercizio chiarisce l’organizzazione dell’edificio. Le fotografie pubblicate mostrano l’interno nel 2010 e l’esterno in anni differenti; non certificano la posizione odierna di ogni arredo mobile.

Decorazioni di epoche diverse
La descrizione ministeriale segnala nel presbiterio un altare marmoreo con intarsi e colonne tortili. Un’altra fase emerge nelle pitture delle cappelle: il portale turistico cittadino attribuisce a Luigi Gambini e collaboratori, fra il 1906 e il 1908, dipinti nella seconda e nella terza cappella a sinistra. L’aspetto della chiesa riunisce dunque testimonianze diverse, non una decorazione realizzata tutta insieme.
Non bisogna neppure presumere che ogni opera storicamente associata alla Purissima sia ancora qui. Idese ricorda una piccola Annunciazione del Maestro di Sanluri, oggi conservata nel Palazzo Vescovile. È distinta dalle pitture novecentesche appena citate. Chiedere dove sia custodita un’opera prima di cercarla fra le cappelle evita di confondere soggetti simili e collocazioni differenti.
Iglesias Turismo segnala inoltre la presenza dei Candelieri collegati alla festa di metà agosto: un riferimento alla vita cittadina che la chiesa continua ad accogliere. Per aperture e visite consulta il portale turistico e i contatti diocesani; la presenza di un oggetto nelle descrizioni non garantisce che sia visibile in qualsiasi momento. Chi desidera proseguire fra le architetture religiose può leggere l’articolo dedicato alla cattedrale di Santa Chiara, mantenendo distinti i due edifici e le loro storie.
